IL NERO D’AVOLA DEL 2004

Non si era ancora spenta l’ultima luce sul 40° Vinitaly, commentato positivamente da quasi tutti gli operatori, che già nella nostra sala degustazione si preparavano i campioni dei Nero d’Avola siciliani del 2004.
Va subito detto che questo vitigno sta vivendo una lunga e consolidata fase di grande successo produttivo, confermata dagli ulteriori e recenti investimenti da parte di aziende siciliane ma soprattutto da numerose e importanti aziende “del continente” – come i siciliani spesso definiscono il resto d’Italia. A questo vanno aggiunti un forte successo mediatico, guidato certamente dalle aziende più dinamiche ed intraprendenti nel campo della comunicazione, ed un altrettanto forte successo di pubblico che sta mostrando di apprezzare il carattere di questo vino. Un carattere organolettico ricco e complesso ma che contiene ancora echi selvatici ed animali piuttosto difficili tanto che in altri vini risulterebbero penalizzanti. Eppure il fascino di questi aromi caldi e speziati riesce a far superare qualsiasi asperità.
Il millesimo 2004 dal punto di vista climatico è stato difficile e complicato, tanto che preferiamo riportare l’analisi che ne fece il professor Attilio Scienza: «Le differenze metereologiche con il 2003 rendono le peculiarità climatiche del 2004 ancora più originali, quasi anomale. Inoltre le piante che sono uscite molto provate dalla siccità del 2003 hanno manifestato comportamenti fisiologici tutti improntati verso un rallentamento delle principali fasi fenologiche, in particolare quelle che vedevano il maggior coinvolgimento delle riserve glucidiche (invaiatura e maturazione), molto ridotte nei siti d’accumulo, rispetto alla norma. A questo ritardo si è aggiunto quello dell’annata 2004, più piovosa della norma e con temperature medie più basse, che ha amplificato le risposte della vite sia nell’intensità degli accumuli di materia colorante e di aromi nelle bacche che nelle caratteristiche strutturali degli stessi.»
I vini della vendemia 2004 mostrano talvolta magrezza e toni vegetali, ma chi ha ben gestito i vigneti proporzionando il loro carico di uva al potenziale fotosintetico dell’annata ha ottenuto un buon patrimonio polifenolico con tannini morbidi ed eleganti.
Nella nostra degustazione si sono particolarmente distinti il Santa Cecilia di Planeta, il Contessa Entellina di Donnafugata e, appena sopra, l’Eloro Nero d’Avola Arà di Felice Modica.

A tutti una serena Pasqua. (G.B.)

  • dal Newsletter di Veronelli